Guardare questo film, per i più giovani, significa farsi un’idea di cosa fosse il cinema nel dopoguerra e di cosa sia diventato negli anni. Scoprirete che in un cinema poteva succedere di tutto e che le sale erano sempre strapiene di gente e un film era un evento, una festa di paese a cui tutti partecipavano.
Veramente eccezzionale la figura del prete-censore che fa tagliare tutte le scene di baci dai film perchè le considera erotiche.

Questo è lo sfondo su cui si svolge la vita del protagonista Totò, dalla sua prima infanzia sino a quando tornerà al suo paese siciliano d’origine dopo trent’anni di assenza per partecipare al funerale dell’uomo che gli ha fatto da padre e gli ha insegnato ad amare il cinema: Alfredo, un uomo semplice ma saggio.In questa occasione Salvatore assisterà alla demolizione dell’adorato cinema, una demolizione che oltre ad essere materiale è anche simbolica delle condizioni del cinema italiano.
Il protagonista vive una tragica e struggente storia d’amore. Nella nuova versione internazionale è stato tagliato il blocco di 25 minuti in cui rincontrava il suo amore indimenticato al suo ritorno in paese, che sicuramente toglieva un po’ dell’amaro in bocca che resta alla fine della nuova versione in cui per Salvatore non restano che i ricordi della gioventù. Se però volete vedere questa parte potete trovarla su YouTube.
Il finale è meraviglioso, perfetto direi. Come un cerchio che si chiude. Da commuoversi fino alle lacrime. Non perdete questo film.
La frase memorabile (citata da una canzone dei Dream Theater!): “Ora che sono cieco ci vedo di più” (Alfredo)
Il film ha vinto l’Oscar come miglior film straniero e il secondo premio al festival di Cannes.
Voto: 9/10
eowyn
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