Si dice che il lavoro scarseggia, è precario, è mal pagato e per certi versi è così. Mi chiedo lavoro c’è nè o no? Io dico di si. C’è lavoro che non piace, quello che lascia poche ore libere, quello che ci affatica e che lo si fa solo per una paga. Ecco l’errrore, un lavoro svolto senza grinta, senza entusiasmo, non appaga, non realizza, ma soprattutto non rende a nessuno. Tutti vorrebbero i propri figli ad un posto di comando oppure guadagnare tanto e lavorare poco. La dove c’è assenteismo e superficialità (posti pubblici) è proprio perchè si svolge un lavoro che non gratifica.

E’ verissimo che gli stipendi sono bassi e i rinnovi dei contratti non decollano, ma è pur vero che là dove ci va una persona, ce ne sono tre che compiono lo stesso lavoro. Allora diamo meriti e incentivi a chi produce e mandiamo a casa nel vero senso della parola le persone che lavorano poco. Chi sbalgia danneggiando altri deve pagare di tasca propria, senza coinvolgere i contribuenti. Il lavoro è un bene inallienabile, di ogni uomo, facciamo entrare fin da giovanissimi, nelle menti dei nostri ragazzi l’amore e il senso del dovere, nel far ciò che svolgono. Coloro che si trovano a svolgere un lavoro che coinvolge le vite di altri esseri umani, devono avere ancora più mmunità, generosità e pazienza.
Pazienza ecco la parola giusta, viviamo in un epoca che si vuole tutto e subito, nessuno ama più fare l’apprendistato, il cosiddetto tirocinio, perchè in casa tutti credono di avere dei geni. Geni ne abbiamo avuti è vero, ma restano nei libri di storia e l osono diventati dopo la morte! Cerchiamo di essere e insegnare l’umiltà. La prossima settimana, parleremo di politica.
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