Quando analizziamo un host target bisogna cercare di raccogliere molte più informazioni possibili, ecco perchè volevo parlarvi di come poter riuscire a capire se vi è un packet filter (un firewall packet inspector) tra noi e l’host target.
Ci può essere utile per capire le policy di sicurezza adottate dal team security di quella determinata realtà.
Utilizzeremo Hping (se vi siete persi l’articolo su Hping, potete recuperarlo cliccando quì).
Per incominciare cerchiamo di stabilire una connessione su una porta che sappiamo, dopo un analisi con un port scan (vi consiglio nmap), filtrata telnettandoci su di essa. Per ipotesi supponiamo sia la porta 1723, come potete vedere dall’immagine.
Digitiamo telnet www.hosttarget.com 1723 e aspettiamo, se ci viene restituito il seguente messaggio:
“telnet: Unable to connect to remote host: Connection refused”
Dall’analisi della risposta potremmo trovarci in due situazioni distinte, la prima e che a monte del messaggio restituito vi sia un firewall che scarti i tentativi di instaurare una connessione con la rete LAN interna, oppure che lo stack TCP dell’host target droppa(scarta) il pacchetto ricevuto poichè ritenuto non attendibile.
Per restringere la nostra analisi ci viene in aiuto
hping, digitiamo
hping -S -c 1 -p 1723 -b www.hosttarget.com
se come output riceviamo il seguente messaggio:
“HPING www.hosttarget.com (rl0 147.90.8.32): S set, 40 headers + 0 data bytes
len=46 ip=148.87.9.44 flags=RA seq=0 ttl=23 id=52897 win=512 rtt=459.8 ms”
possiamo ipotizzare che vi è un packet filter tra noi e il nostro target altrimenti possiamo supporre che sia stato rifiutato e quindi dovremmo cercare di addentrarci oltre, perchè sia il firewall che l’host target potrebbero essere stati settati per non inoltrare alcun tipo di pacchetto in risposta al mittente.
Come prova potremmo anche provare ad usare un traceroute, ma se il firewall è ben configurato non riusciremmo ad usare questo tipo di analisi, si potrebbe ugualmente aggirare questa limitazione allugando il delay dell’invio dei pacchetti ICMP, ma questo argomento è uno spunto che tratteremo in un altro articolo.
Happy Hacking
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