Avevo in mente di parlar di politica e mai come in questi giorni cade a pennello. Cosa deve chiedere il popolo italiano al nuovo governo che si occuperà di questa barca senza timone? Non si chiede niente di eccezionale, si chiede solamente di essere lasciati lavorare tranquillamente, di non far pagare sempre al popolo gli errori commessi dagli intoccabili, si chiede di liberare le troppe poltrone dei cittadini che costano un occhio della testa a noi cittadini. Non vogliamo un esercito di partiti nè vogliamo tre/quattro deputati che tappino il “buco” che c’è in Italia. E’ ovvio che tutti i ministri, i segretari e i sottosegretari, non saranno soddisfatti, ma è un dente che bisogna togliere, altrimenti l’Italia rischierà veramente di diventare “l’ultimo dei nord africani”.

Ci va coraggio per governare e soprattutto credibilità, senso del dovere e cercare di non scendere mai a compromessi. I nostri padri hanno dato la vita, per avere un’ Italia libera, progredita e civile; ci hanno consegnato un tricolore da difendere, cerchiamo di essere all’altezza. In questo momento non ci interessa chi sarà colui/lei che prenderà le redini di questo nostro paese; a noi interessa che si governi per ridare prestigio, orgoglio e credibilità.
Gli italiani sono un popolo generoso, intelligente, dinamico ma soprattutto libero! Facciamo in modo di conservare ciò che per secoli con fatica e sacrifici si è conquistato. Io come cittadina, orgogliosa di calpestare questa nostra terra, vorrei che si ritornasse agli antichi splendori. Il boom economico, sappiamo che si è concluso, ma con la volontà di tutti, ma soprattutto col buon governo forse riusciremo a risollevare la china. Anche noi tutti dovremo insegnare ai nostri figli, ai nostri nipoti lo spirito del risparmio, di sacrificio, l’altruismo e la generosità altrimenti avremo una gioventù superficiale e sterile. Sono i giovani il nostro futuro e così com’è l’attuale società non c’è futuro. Bisogna rimettere mano al lavoro, alla cultura e alla scuola perchè la grandezza, di un popolo si misura dal grado di istruzione.
Vorrei chiudere con una frase sempre di Mazzini “L’istruzione è il pane delle anime nostre” ed è proprio così la dove non c’è cultura, manca il progresso. Arrivederci alla prossima settimana con la famiglia
Tina
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